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6/30/2008 UNA BANDA DI NANIPresto vedrò quattro nani incoscienti volare
Volare piano come nuotare Comunicano in aria con strani cenni Con battiti di ciglia e lingue saettanti Presto vedrò quattro nani incoscienti danzare Danzare liberi come giocare Muovono il corpo caldo incontrollati Calpestan foglie si vestono di fronde Danzando li ho visti saltare, ridere, scherzare Ci sono più ragioni per la felicità Lascia che libera scivoli via Lascia che libera scivoli via Non mi faceva piacere contare i giorni Del loro dolore Da quando li ho visti saltare Da quando li ho visti ridere e scherzare Uno. Due. Tre. Quattro. Prigione li rinchiuse bruscamente Nell'anno di maggiore età Non mi faceva piacere contare i giorni Del loro dolore Ci sono più ragioni per la felicità Lascia che libera scivoli via Lascia che libera scivoli via Presto vedrò quattro nani incoscienti volare Volare piano come nuotare Presto vedrò quattro nani impazienti pregare Pregare fragili come sognare Lascia che libera scivoli via Lascia che libera Scivoli, scivoli, scivoli via. ("I nani sono i sogni, le cose che vorremmo fare, sono la leggerezza che raramente si prova, la mancanza di obblighi. Sono il grido di libertà della cantante") [LA CAMERA MIGLIORE _2003] 6/14/2008 IL SENSO DELLA VITE
Il senso della vite nasconde un gran mistero Prendiamo tre minuti per veder se c’è del vero Si avvita in senso orario si sviterà al contrario io svito e lei si stringe Arcano enigma della sfinge Sarà che son negato al lavoro manuale Lo zen e l’arte di chiamare presto un falegname Col senso della vite vai incontro a frustrazioni Non trovi il verso giusto E’ come scrivere canzoni Provaci tu Io vado a riposare Provaci tu Non ho tempo da buttare Il senso della vite è un finto singolare Potresti non trovarlo mai ma seguiti a girare Lasciate ogni speranza voi che girate Un giorno o l’altro io la prendo a martellate Dopo tanta fatica son prossimo allo zero lascio a voi che ci riuscite il senso della vite Dopo tanti tentativi sono prossimo allo zero. (Il senso della vite - Perturbazione) 6/11/2008 AHAHAHAHHAHAHAAHAHHAHAHAHHH Rovistando in un cassetto mi sono imbattuto in questo disegno, il volantino che mi chiesero di fare Aurelio e il Dife per presentare la loro lista per la consulta alla scuola. Non era proprio quello che si aspettavano, ma fece colpo comunque!! ! Mi sono venuti i lacrimoni agli occh dalle risate, non mi scorderò mai le faccie dei citti per i corridoi quando videro sti cosi attaccati per tutta la scuola. Be Difozzo se mai vedrai sto blog e questa immagine, spero ti rivenga in mente anche a te le gran risate che ci si fece!!! 6/4/2008 Camminare al buio Campi
tutta la vita inseguendo qualcosa, affannandoti in ogni modo per
raggiungerla, pensando dentro te: ogni giorno che passa mi avvicina ai
miei sogni. I sogni talvolta si dissolvono al risveglio, svaniscono lasciandoti di fronte agli occhi appena schiusi quella che è la realtà e gia vorresti tornare a dormire di nuovo, vorresti nuovamente posare la testa su quel cuscino morbido e ti sforzi, ti sforzi con tutto te stesso di riprendere quel sogno da dove lo avevi lasciato. Non ci riesco più, mi posso "riaddormentare" mille e più volte, ma non sogno più come prima! Mentre le mie giornate trascorrevano, dentro di me sentivo la felicità che queste passassero il più velocemente possibile, che mi facessero avvicinare verso qualcosa, verso qualche sogno, qualcosa che mi portavo dentro da una vita intera, sogni rimasti sempre gli stessi nel tempo o spesso cambiati per dare spazio a cose nuove, venute alla luce con la crescita lenta di me stesso. Adesso se solo mi fermo un secondo a riflettere, vedo solo vuoto, non ho più nulla da inseguire, non ho qualcosa che mi faccia dire:<< Cazzo voglio andare avanti e dimostrare a me stesso che posso farcela>>, non sento più nulla che mi fa dire: << Non vedo l'ora di arrivare a domani e al giorno dopo ancora>> perchè questo mi avvicina a ciò che voglio dalla vita, per adesso mi sembra di averla persa questa spinta interiore. Sento invece sempre più forte il terrore che questo mi crea, l'incertezza che mi provoca in ogni cosa, il bisogno quasi istintivo di chiudermi in me stesso e la paura di non riuscire a venirne fuori. Non è la prima volta che mi accade, è invece la prima volta che mi sento veramente privo di punti di riferimento, spaesato, un viaggiatore con in mano una bussola rotta, ma che del resto non gli importa molto che questa sia guasta, perchè al momento non sa dove vuole andare neppure lui. Quando si nasce si intraprende un viaggio, la vita! Inizialmente si viene guidati, si viene istruiti su come affrontarlo, si commettono i primi errori, che poi errori non sono, ma insegnamenti, tante "fotografie" che andranno a comporre l'album di questo viaggio, noi. Pagine che potremo in ogni momento scorrere nella memoria, versando lacrime o accennando sorrisi, attimi che andranno a costruire noi stessi nel tempo, che formeranno la nostra personalità. Dopo ventun' anni di viaggio mi sono perso, sono giunto ad un punto in cui sento di dovermi fermare e chiedermi: <<Ma dove cazzo so finito?>>. Provi a voltare pagina alla cartina che fin qui hai seguito, ma ti accorgi che non ci sono più fogli, in un viaggio normale, potresti tornare indietro, ma in questo puoi andare solo avanti e allora, andrò alla cieca, vaffanculo la cartina, sicuramente proseguendo mi imbatterò in qualcosa di nuovo, il non aver più la minima idea di che strada prendere o anche solo verso dove dirigermi, mi costringerà a valutare bene ogni cosa che mi si presenterà difronte e a decidere ogni svolta con le mie sole forze, affidandomi per il momento molto al caso di ciò che verrà. Ora mi resta solo la speranza che ciò che ho scritto sia solo il frutto di un momento di merda che presto riuscirò a sorpassare e che quando me ne accorgerò, un giorno, possa rileggere tutto questo ridendoci sopra, dicendomi: <<Dio quanto ero rincoglionito!!!>>. |
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