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ブログ


2008/09/26

quattro parole per sfogarmi....

Avrei voglia di partire, così come la sentivo qualche anno fa quando volevo andare in Svizzera, lasciare tutto, non lo so, non sto bene, mi sento soffocato per la maggior parte dell'anno qui...Mi sembra di non vivere, di buttare via la mia vita negli anni migliori.
Sento crescere più forte che mai il bisogno di un cambiamento, di movimento, se c'è una cosa che odio con tutto me stesso è la routine e qui, tutto quanto si ripete: le giornate, gli "sbagli", i momenti... Ho cercato sempre di fuggire la routine, di fare quello che mi passava per la mente, quando andavo ad Arezzo poi, qualunque idea mi passava per la testa la facevo senza pensarci un secondo ed un istante dopo, invece che in classe, stavo sul treno diretto al nord della Toscana, o in macchina verso qualunque posto mi dicesse la testa, solo o in compagnia di chiunque voleva seguirmi. Mi ero abituato male forse o forse, mi stanno cercando di disabituare male adesso?!
Boh, so solo che ormai sono rimaste veramante poche le cose mi trattengono, i rapporti che mi legano, e sono quelli da cui non riesco a trovare la forza di slegarmi, perchè del resto sono le uniche cose che ancora mi fanno stare bene.
Vorrei svegliarmi domattina e trovare un qualcosa, quella scintilla che mi faccia dire: << Questo è il momento, coglilo adesso cazzo! >>.
Sarà una delle tante botte di malinconia, non lo so neppure io, so invece per certo che non sto per niente bene, per quanto possa ridere o sforzarmi di farlo.
Vabbè via, se tanto devo stare davanti a sto cazzo di monitor a sfogare le mie inquietudini, tanto vale che vado a dormire almeno stacco la mente, tanto questo non mi serve a nulla...


A più vecchi!

2008/09/14

Jim Bix

"L'ennesimo taglio. Il sangue uscì lento come da una fica mestruata. Jim, il genio fallito, si prese in bocca il dito ed in culo tutto il resto. Succhiò con disprezzo. Altre otto ore di feroce guerriglia spirituale stavano per concludersi. Il drink ferroso corretto all'epatite B gli innondò la bocca insolente e carnosa. Guardava in basso. Orribili scarpe da lavoro davano il colpo di grazia ad un pavimento sporco ed insensibile come chi lo calpestava. Per un attimo fu tentanto di buttarsi nella pressa ma trinceò paranoie e cuore ad altezza d'uomo... Fu investito dagli occhi vacui del capo fabbrica, spenti ed inutili come tutti quei macchinari dopo l'orario di chiusura, misero l'ultimo chiodo sul suo personale crocifisso. Continuò a succhiare sangue e merda sperando che gli ultimi due minuti del turno precipitassero in fretta... un minuto e 56 secondi... più 30 anni. La pensione era proprio un miraggio, una fune troppo lontana cui aggrapparsi come alla catena del cesso"

tratto da "Jim  Bix, sbadigli dall'inferno" di Simone Piccini, Aletti Editore 2008.... CLICCA QUI PER LEGGERE LA SCHEDA DEL LIBRO
2008/09/04

C'è l'ho fatta, ancora non ci credo!

Miei cari cittini vi racconto una storiella....

C'era una volta, in una vallata orribile chiamata le Cardete, una piccola fabbrichetta con un comignolo argentato (e i muri di marzapane... no, questo è troppia via!), dove gli operai dovevano lavorare per 9 ore. Un bel giorno (e c'è voluto prima che arrivasse!), si decisero a parlare del loro disappunto per quelle 20 ore in più ogni mese che dovevano fare. All'uscita da lavoro aspettarono alla porta il padrone e, rappresentati dalla vocina di uno di loro, posero la seguente richiesta: << Giancarlo.... Volevo chiederti a nome di tutti di cambiare l'orario da 9 ad 8 ore >>... la risposta che seguì immediata fu: << MADONNA BRUTTA PUTTANA!!! >>...così ha avuto inzio ieri sera la nostra piccola battaglia per le 8 ore.

Vabbè cazzate a parte, (mi sembra di esse Collodi da briaco! Linguaccia)....

Sono anni che vari operai tentano invano di non fare quella maledetta ora di straordinario tutti i giorni, ma per il più delle volte si sono limitati a parlare fra di se, lamentandosi e non agendo mai ne in gruppo, ne singolarmente per paura di venir presi sott' occhio... quindi ovvio che non cambiava mai nulla!!!

Da un anno, quando sono entrato a tempo fisso, tento di convicerli ad unirci e discutere la cosa con il principale, ma come succede sempre in questi casi, al momento di muoversi, si dileguavano o rimandavano tutto a più avanti.
C'è voluto che le mogli o gli amici al bar li facessero sentire idioti e alla fine hanno trovato il coraggio, più per orgoglio che per altro credo, ma l'importante è che l'abbian trovato!

La cosa che mi aspettavo è che hanno chiesto a me di parlare, daccordo, sono senza una famiglia da mantenere e ho meno da rischiare, ma cazzo!... Mi viene da ridere a parlare da solo rappresentando persone che hanno dai 12 ai 25 anni più di me, però vabbè, almeno sapevo che stavolta era la volta che si sarebbe mosso qualcosa e allora perchè mandare tutto a puttane?!

Sandro, due mesi fa, sollevò in ufficio la questione presentanto una lettera in cui gli era stata attestata un' invalidità del 53% dovuta ad un'incidente in moto.In questo documento era scritto che non avrebbe potuto sollevare pesi più di un certo limite (relativamente basso), lui disse che sarebbe stato disposto a lavorare normalmente, come prima dell'incidente, ma non se la sentiva più di lavorare per 9 ore, ma per 8.
Gli fu risposto dobbiamo parlarne tutti assieme e poi ti faremo sapere.
Aspettò tre settimane, in cui lavorò per "minimo" 9 ore al giorno, senza sapere nulla e in cui fu mandato pure insieme a me e altri due a sollevare anche vetri di 300 Kg, alla fine gli fu data  una risposta del tipo o così o cerchi altro!

Un mese dopo si è licenziato, ma mi chiese di aspettare fino dopo le ferie, quando andava via praticamente, a fare un nuovo tentativo, perchè aveva paura che se la prendesero con lui che aveva sollevato per primo la cosa.

Così è stato, rientrato una settimana prima degli altri dalle ferie, li ho aspettati e ho tirato di nuovo fuori l'argomento facendogli capire che se non si faceva adesso, che stanno a corto di personale e ognuno di noi ha per loro un valove di 50.000 € per il finanziamento regionale che stanno aspettando, soldi che perderebbero in caso di licenziamenti, non si faceva più...Insomma li ho convinti e abbiamo tentato la cosa.

Ieri sera il primo accenno a Giancarlo che l' ha presa un po' male, ma che aveva gia risposto praticamente con un si dopo 10 minuti, anche se abbiamo deciso di rimandare la cosa a stamattina per aspettare l'altro socio e Moreno...
Stamani invece, dopo 20 minuti per riuscire a far venire tutti in una stanza (Imbarazzatotimidooooni...), mi aspettavo andasse tutto liscio invece, dopo che ci hanno detto di SI, Giancarlo è sclerato sfogandosi e li, non so come, visto che avevo un sonno assurdo, so partito pure io dicendo quello che pensavo e finendo la discussione col metterci daccordo sui vari particolari che comportava il cambiamento di orario, mi giro verso gli altri e chiedo: << Tutto apposto? Se non vi va bene qualcosa ditelo subito, perchè dopo si chiude qui la cosa e non ci si torna più sopra! >>... Piero ha voluto chiare una cosa, Moreno invece nulla perchè non si sa mai da che parte stia, a sto punto comincio a pensarlo pure io sinceramente che è un po' paraculo ogni tanto!!!

C'è voluto 1 anno prima che riuscissi a mettere tutti daccordo, vabbè meglio tardi che mai, ma da oggi sarà il caso che mi inizino a pagare una mensilità se vogliono che gli faccia pure il sindacalista....

Morale della favola?!...."Ti lamenti.. Ma che ti lamenti?... Pigghia lu bastuni e tira fora li denti"

Vabbè buonanotte che ho tanto sonnino, via se scrivo un'altro po' e casco con la testa sulla tastiera!




Francesco